
Carissimi! In quest'opera d'arte che fa bella mostra di sè alla Vs sinistra, c'è tutto quello che bisogna sapere sulla nostra iniziativa.
Siccome però sta in via di stampa, e non ci andava di convertire in jpg pure il retro del flyer, vi illustreremo in breve - e in assoluta anteprima - il programma della serata del
30 maggio.
Anzitutto, si tratta di un
aperitivo: in quanto tale comincerà intorno alle
19, e se fate i preziosi vi perderete le cibarie che preparerà la mia amica
Cuji, ora di stanza al Faenas, ma già
nota per gli splendidi aperitivi che preparava al Passaguai di Prati. Nel frattempo,
Alice Pasquini, illustratrice di grande talento, sarà in un angolo a dipingere una tela, con il conforto spirituale e sonoro di
Anadi Mishra e
Adriano Lanzi, due musicisti piuttosto noti in ambito romano e membri fondatori di
CRAK! (ma non li abbiamo scelti *SOLO* perché ci costano poco). Sul palco posizionato sulla terrazza grande
Nathalie si esibirà
LIVE (e per CRAK! è un grande onore ospitarla e portarla per primi al Faenas). Il concerto inizierà intorno alle 21:00/21:30.
A seguire le orecchie degli astanti saranno allietate dal DJ Set di
Gianluca Polverari, reduce dalle serate esplosive all'
Init e per
Lupercalia. Anche lui fa parte del direttivo di
CRAK!, quindi anche lui ci costa poco. Meno male.
Inoltre avremo alcune illustrazioni di
Inès Iglesias, bravissima
illustratrice e Vj spagnola che decoreranno parte del locale,
il biliardino e - udite udite - il
TAVOLO DA SUBBUTEO, che
CRAK! ha deciso di spolverare per riportarlo alla gloria che merita: è nostra convinzione, infatti, che pochi sapranno resistere alla tentazione di una partitina:
dopo tutta 'sta Playstation, il Subbuteo è davvero un'esperienza zen. Si consiglia di portare le squadre. Non per cattiveria, ma lì ci sarà lo stretto indispensabile per giocare (campo, porte, palline, recinto e *due squadre*, pure brutte.
Se volete usare il vostro Flamengo d'annata, oppure la vostra Roma '83, portatevela da casa: le nostre non le vedrete manco col binocolo).
E ora, due parole sul perché di questa festa.
Chi di voi ci segue (e qualcuno c'è, viste le statistiche del sito - GRAZIE ASSAI!) sa che la nostra è un'associazione nata per "disperazione": molti di noi (quasi tutti) lavorano da tempo nell'ambito culturale e artistico Capitolino, e ne conoscono quindi i limiti da diversi punti di vista: quello del musicista che viene preso per il collo dai gestori dei locali; quello dell'autore che è costretto a lavorare come
Ghost Writer per campare, mentre sue opere di assoluto valore languono in fondo ad un cassetto; quello dell'artista figurativo che arrotonda come
web designer, visto che le gallerie pescano sempre trai "soliti noti"; insomma,
Roma è ostaggio di una Casta, quella
trasversale dei salotti buoni, con i critici musicali, ormai anziani e legati ad un mondo che non esiste più che si incontrano con il discografico che presenta loro il figlio dell'amico del cugino che è tanto in gamba. Bene, a noi 'sta roba stucca, e non ne possiamo più. Ci si è guardati in faccia, ci si è chiesti cosa fare, e alla fine l'unica strada percorribile è apparsa essere una via radicale e difficilissima: lo facciamo noi. Senza una lira, senza un appoggio, senza nient'altro che la nostra preparazione, la nostra esperienza, la nostra rabbia e la nostra voglia di fare.
Poi ci siamo scontrati con la realtà dei fatti, cioè il bisogno pratico di far fronte a spese di diverso ordine: le spese burocratiche per la costituzione di un'associazione culturale, quelle di stampa e produzione dei materiali necessari per farci conoscere (se non ci conosce nessuno,
CRAK! che cosa lo facciamo a fare ?), la registrazione del marchio, l'acquisto dello spazio su Internet, le telefonate per la promozione... Insomma, una serie di spese che ci hanno costretto ad autotassarci per far fronte a delle spese che sono al netto del nostro impegno personale, che rimane non retribuito.
Attraverso questa festa (e speriamo che sia la prima di una lunga serie), intendiamo lanciare una
CAMPAGNA DI ISCRIZIONE all'associazione culturale che abbiamo formato. Pochi euro, ma soprattutto la ricerca di un segnale forte, che ci accompagni in questa avventura, e che le dia senso. Se saremo in tanti, potremo far sentire maggiormente il nostro peso, per cercare di cambiare l'andazzo delle cose. Roma si è guadagnata un posto importante nello scenario culturale europeo. Facciamo in modo di meritarcelo.